DICIAMO NO AI SITI FAI DA TE !!!

Brutti, tutti uguali e costosi.

Basterebbero queste poche parole per spiegare il mio personalissimo punto di vista se valga la pena o meno affidarsi alle società di VISUAL SITE O  SITI FAI DA TE (Seat PG, Register, Pagine SI, One to One e simili) per realizzare il proprio sito web.

Ovviamente, l’argomento è delicato e merita un approfondimento degno del soggetto chiamato in causa; approfondimento che articolerò, per comodità, in tre punti principali:

  1. Estetica & Identity
  2. SEO & Codice
  3. Costi

Estetica & Identity

Oggi il livello di competitività sul mercato, per qualsiasi realtà imprenditoriale, è molto alto e in quasi tutti i settori si può registrare un’effettiva saturazione dell’offerta che, soprattutto in periodi di crisi, non corrisponde per nulla alla più scarsa domanda.

La parola d’ordine per essere all’altezza della competizione è differenziarsi, ovvero fare sempre qualcosa in più e soprattutto meglio dei propri concorrenti. Questo principio è valido se applicato sia a qualità e tipologia di servizi offerti, sia al modo in cui si presenta la propria attività. Ergo, il come si appare (e il come si comunica) è tanto importante quanto il valore del prodotto/servizio che si offre.

Per esempio, Visual Site di Pagine Gialle presenta un’offerta a pagamento dove è possibile scegliere un modello grafico (il classico template) per poter avere un sito prefabbricato in poche ore. Mi domando quale sia l’utilità di una scelta di questo tipo per un imprenditore o per un’azienda.

Ha veramente senso vestire la propria immagine aziendale con un modello identico a quello dei nostri concorrenti?
Facciamo un esempio navigando nella categoria “impianti gas industriali e civili” di PG (scelgo questa sezione perché a suo tempo stavo cercando un fornitore che mi allacciasse il gas in casa). Notiamo immediatamente che i siti web sono tutti molto simili, se non praticamente identici, tra loro:

Da questo quadro, che definirei sinceramente imbarazzante, emerge la scarsa attenzione verso il cliente e il poco tempo dedicato a: studio dell’esigenze comunicative, identificazione del target di riferimento e realizzazione grafica del layout scelto. Tutti i siti sono fatti con lo stampino e non c’è, effettivamente, alcuna progettualità a monte e tanto meno un impegno produttivo nella creazione finale.

A mio parere, quindi, da questi siti non emerge l’identità dell’azienda che si intende rappresentare. Non è presente, infatti, alcun dettaglio distintivo (se non un logo incollato alla bene e meglio) che possa comunicare con efficacia il brand.

Identità e originalità sono assenti, vogliamo parlare dell’estetica?
Se l’omologazione sembra dunque essere uno dei difetti principali del servizio, almeno questa omologazione è bella da vedere? Direi di no.

I gusti sono gusti per carità, ma mi sento di aver chiuso il cerchio su questo primo punto tornando, in maniera abbastanza naturale e forse anche logica, alla prima parola di questo post “brutti”.

SEO & Codice

Se dovessimo pensare a un sito internet come a una macchina da corsa pronta a gareggiare sul difficile tracciato del web, la valuteremmo solo dai colori e dalle linee, cioè dall’estetica per ritornare il punto precedente? Certo che no. Infatti, i componenti più importanti di un auto sportiva risiedono, solitamente, sotto la scocca (telaio, motore, sospensioni, cambio, freni, …).

La stessa cosa si può dire di un sito web fatto bene, dove le parti meccaniche sono rappresentate dal codice (HTML/CSS/JS/…). Se prendiamo in esame il link di Ital Termo Gas dall’elenco puntato qui sopra, possiamo notare come la testata sia realizzata in Flash. Flash non è visibile da dispositivi che girano su iOS (iPhone e iPad) e anche sulle nuove versioni di Android (Samsung Galaxy e Lg Nexus per esempio) di conseguenza se si prova ad aprire il sito da mobile non si vedranno né il logo dell’azienda (piccolo particolare) né le immagini dimostrative di un impianto.

Il codice HTML/CSS, oltre che giocare un ruolo fondamentale nella compatibilità tra le molteplici combinazioni device/os/browser, risulta importantissimo per un corretto posizionamento su Google. Anche in questo caso, purtroppo, questo sito è fallimentare. Senza addentrarci troppo nel tecnico è evidente l’assenza del tag h1, meta description e un uso assolutamente improprio dei title.

I problemi SEO non si riscontrano tuttavia solo nel codice ma anche in alcune scelte stilistiche, una su tutte il dominio! Come è pensabile che si possa ricordare a mente o scrivere su un biglietto da visita un nome da 36 caratteri “idraulicacondizionamentoitaltermogas“; per caso “supercalifragilistichespiralidoso” non era disponibile?

Momento amarcord… (“e si può dire anche al contrario”)

Scherzi a parte, oltre che creare evidenti problemi di comunicazione un dominio così lungo, riempito furbescamente di parole chiave, rischia di non avere performance adeguate su Google. Gli aggiornamenti algoritmici dell’anno scorso indicano chiaramente che Google sta prendendo una strada abbastanza dura nei confronti dei “furbetti del quartierino”. In questo caso la teoria è confermata effettuando una semplice ricerca “ItalTermoGas” (il nome dell’azienda) per verificare che non si posiziona al primo posto, se il sito fosse ottimizzato dovrebbe inoltre rankare anche con la keyphrase “Ital Termo Gas” (parole separate), ma qui il sito non è proprio visibile.

Una nota tecnica a margine vale la pena spenderla per i file esterni richiesti nella sezione HEAD. Ci sono chiamate a ben cinque file css e tre file javascript (di cui due sono le librerie jQuery/UI), C’è da domandarsi se siano necessarie su un sito di questo livello, ricordandosi che le chiamate esterne possono avere un impatto sulla velocità di caricamento delle pagine.

Costi

Il capitolo riguardante i costi è un po’ più delicato rispetto ai precedenti, cercherò quindi di dare il mio parere in punta di piedi. La delicatezza sta nel fatto che queste società di Siti fai da te oltre al sito web, solitamente, include anche il pacchetto di visibilità all’interno del suo motore di ricerca online e forse sul cartaceo se esiste ancora, non saprei (io a casa non lo ricevo più da anni ormai). Leggendo in rete alcune esperienze e sentendo dal vivo i listini riportati da alcuni miei clienti, ho capito che, per esempio, il costo per un sito web + presenza su paginegialle.it (e probabilmente su un altro paio di directory affiliate a SEAT) dovrebbe aggirarsi mediamente attorno ai 1.000 euro/anno. Non conosco assolutamente il ROI della directory in termini di contatti ricevuti e clienti acquisiti, mi limiterò nelle prossime righe a prendere in considerazione esclusivamente il sito internet.

Ritengo che i template visti sino a qui abbiano un valore commerciale (a occhio e croce) di 300 euro scarsi. A mio avviso, piuttosto che spendere 300 euro per siti fatti in questo modo, sarebbe meglio una landing page realizzata con tutti i crismi del caso, ma sorvoliamo. A questa valutazione va aggiunto anche il calcolo della vita media di un sito web, parametro che non è semplice da definire in modo assoluto, ma proverò comunque a fornire un’approssimazione credibile. In rete si possono trovare PMI che aggiornano il sito ogni 10 anni e webzine che ogni anno, invece, si rifanno il look; questo a seconda del settore, dei budget a disposizione e della visione aziendale. Quando si acquista un sito internet da un professionista si dovrebbe pretendere che per almeno cinque anni il progetto rimanga attuale e più o meno in linea con i trend del momento. Ecco, cinque anni penso sia un buon periodo di vita media.

Andiamo al sodo grazie alla matematica di base: 1.000 euro x 5 anni = 5.000 euro. Forse siamo un po’ sopra il livello medio di mercato e se volessimo anche togliere il 50% dal totale, in modo da dividere a metà il costo del sito dal costo della promozione, il risultato sarebbe comunque 2.500 euro. Secondo voi sono siti da 2.500 euro?

Probabilmente io sono capitato in una categoria decisamente sfortunata dal punto di vista estetico. Per chi volesse farsi eventualmente un’idea più ampia dei prodotti qui c’è l’elenco completo dei siti realizzati, io ci ho fatto un giro e devo dire che la solfa, nelle varie categorie merceologiche, cambia molto poco.

fonte http://www.youon.it/siti-web-pagine-gialle-perche-non-affidarsi-a-visual-site-secondo-me/

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